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04/06/2013 Il valore dell'equipaggio
Così come nel mondo, anche in Italia si sta prendendo coscienza che oggi i veri generatori di valore sono prevalentemente risorse intangibili quali la conoscenza, le idee, la reputazione, la capacità di innovare, le ralazioni e la cultura.(…) Come aveva preconizzato Peter Drucker, i knowledge worker sono i veri generatori di valore dell'impresa e il loro contributo risulta essenziale per l'economia di un sistema paese. (…) Saper attrarre e mantenere al proprio interno i talenti e i migliori professionisti diviene quindi cruciale, perché essi, una volta lasciata l'azienda possono decidere di partare il loro patrimonio di conoscenza laddove desiderano. (…) I knowledge worker, infatti, amano l'autonomia e la conseguente libertà di scelta, la mobilità e sono molto attenti alle opportunità di un costante sviluppo del loro patrimonio di conoscenze. Sono insofferenti alle procedure, alla burocrazia, ai mansionari, ai ruoli e ai compiti predefiniti. Amano interagire contribuendo a scaturire una vera rete sociale e questo tipo di interazione deve essere adeguatamente alimentato per favorire il passaggio dalla conoscenza individuale a quella collettiva.
Tutto questo impone da parte del management, in particolare in un paese come il nostro che ha costruito sulla creatività e l'innovazione la sua fama internazionale, uno spostamento di paradigma di respiro copernicano. La mia esperienza mi porta invece ad affermare che a tutt'oggi la maggioranza delle aziende è gestita da un management che predilige il controllo e che, comunque, tutto ciò che caratterizza un'organizzazione di taglio meccanicistico.
È però mia convinzione, come ho sostenuto in molte occasioni, che l'humanistic management, ovvero la creazione di un ambiente favorevole ai knowledge worker, imponga una svolta culturale orientata a superare il modello del management scientifico di taglio tayloristico verso un modello "umanistico" che trae ispirazione non più dalla macchina, bensì dal sistema vivente. Quest'ultimo, contrariamente a quello meccanicistico, è un sistema aperto all'ambiente esterno e quindi pronto ad interpretarne la mutevolezza e, attraverso il processo di apprendimento, in grado di adattarsi, salvaguardando così la sopravvivenza dell'organizzazione. Il sistema vivente si basa sull'interazione ed è di fatto una rete in grado di generare valore in cui nodi sono costituiti proprio dai knowledge worker.
La leadership innovativa si basa su una nuova mentalità, sull'introduzione di un senso di scopo e sulla condivisione di un sistema di valori guida. Grazie proprio a valori quali la leatà, la fiducia e il dialogo, si favorisce il processo di "impollinazione" che determina il moltiplicarsi delle conoscenze. (…) E la cultura orientata alla fiducia e al dialogo nasce anche dalla convergenza tra il progetto aziendale e il progetto di vita di ogni singolo knowledge worker.
In buona sostanza, mentre il management tradizionale è basato sull'esercizio del potere e del controllo, la leadership innovativa favorisce la libertà di espressione e l'autonomia che sono alla base della motivazione dei knowledge worker, i quali saranno così orientati a esprimere il meglio di sé stessi anche nell'interesse dell'organizzazione.
(…) In tale contesto la conoscenza è la vera ricchezza aziendale ed essa risiede nella mente delle persone che non sono più dipendenti ma in buona sostanza sono diventati nomadi che portano in giro il loro sapere attraversando confini indefiniti e indefinibili. Emerge quindi l'aspetto cruciale di saper attrarre e mantenere talenti.
(…) Se è vero che, come affermava Shakespeare nel Coriolano, "Quando il mare era calmo tutte le navi mostravano eguale maestria nel navigare", oggi il mare non è più calmo, ma in tempesta continua. La metafora marinara ben rappresenta la mutevolezza dell'ambiente in cui l'impresa opera. (…) tutti questi aspetti del nostro viaggio - la nave, la mappa, la meta, la bussola - sono altrettante metafore degli strumenti di cun un'azienda deve dotarsi per sopravvivere in questo mare in burrasca. La nave, innanzitutto, rapprensenta la nostra organizzazione con le sue caratteristiche e peculiarità. La mappa rappresenta la situazione attuale e gli scenari futuri in cui muoverci. La meta rappresenta il sogno imprenditoriale, la visione a cui tendere. La bussola rappresenta lo strumento per poter esaminare tempestivamente se stiamo seguendo la giusta direzione (…). Infine l'equipaggio è costituito dalle persone che contribuiscono al progetto d'impresa, è quell'elemento prezioso e di difficile governo che necessita di raffinati strumenti per poterne esaminare l'operato e l'effettivo allineamento: lo strumento di misurazione e sviluppo del capitale intellettuale.(…)

(introduzione a "IL VALORE DELL'EQUIPAGGIO" di Franco D'Egidio - ed. ETAS)






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